GRANDE GIOVE! Ritorno al futuro…

Paradossi temporali, viaggi nel tempo… tra scienza e fantascienza

Per il ciclo POP- science

Una brillante sceneggiatura, straordinari personaggi cuciti su abili attori e un pizzico di scienza.
Questa la ricetta perfetta di Ritorno al futuro, il film che è diventato un evento culturale degli anni ’80.
Con abile mano Robert Zemeckis, regista, e Bob Gale, sceneggiatore, hanno saputo costruire un’avventura straordinaria nascondendo tra battute, immagini e musica un’impalcatura scientifica di tutto rispetto.
Complice la relatività di Einstein, l’energia nucleare, l’entropia e la creazione di universi paralleli Marty McFly e Doc Brown si sono ritrovati viaggiatori del tempo alle prese con tutti i paradossi logici del caso.
Un incontro per scoprire quanta scienza si nasconde tra le pieghe di questa strabiliante storia e mostrare come la scienza e i film possano servire semplicemente a farci divertire!

La scienza ci fa sognare, regalandoci nuovi orizzonti, nuove idee riempiendo l’immaginario collettivo di visioni, sensazione ed emozioni.

Ci ha dato The dark side of the moon, i sintetizzatori, il velcro, i moon boot, la minigonna, Ziggy Stardust, i coloranti, Lucy in the sky with diamond, Doc Brown, il world wide web, l’ hoverboard, il flusso canalizzatore… Siate sinceri, non vi sentite già meglio?

Ci vediamo al Planetario di Milano

lunedì 6 maggio alle 21:00,

per l’ultimo appuntamento del ciclo POP – science

“Grande Giove!” Ritorno al futuro…

Paradossi temporali, viaggi nel tempo… tra scienza e fantascienza

Informazioni generali
Quanto costa?
5€ l’intero, 3€ il ridotto per minorenni e over 65
Quanti posti ci sono?
375, è il più grande planetario d’Italia!
C’è la prevendita?
Sì, 200 biglietti sono disponibili al sito http://booking.lofficina.eu
Altrimenti come acquisto il biglietto?
Direttamente al Planetario, a partire da 45 minuti prima dell’inizio dell’evento.
Per altre informazioni
http://lofficina.eu/

POP- SCIENCE – La serie…

Per qualcuno è affascinante, per altri un vero e proprio incubo: la scienza divide, unisce, emoziona e irrita. Qualcuno piange davanti all’annuncio dell’onda gravitazionale e altri si arrabbiano davanti alla descrizione di un dinosauro mai visto.

Che cosa pensiamo quando sentiamo pronunciare la parola scienza? Il più delle volte pensiamo a qualcosa di rigido, determinato e grigio; qualcosa che si basa sulla definitezza di teoremi e regole matematiche, di estremamente noioso e scostante.

Ma la scienza è più morbida e sorprendente di quanto non siamo abituati ad immaginare; ed è talmente sotto i nostri occhi che abbiamo smesso di vederla.

Da quando ci svegliamo (con un orologio regolato sul cellulare o sulla radio) a quando andiamo a dormire (guardando una serie televisiva su web, leggendo un libro o ascoltando un .mp3) sfruttiamo conoscenze e competenze sviluppate nei secoli grazie all’applicazione del metodo scientifico (osservazione-ipotesi-esperimento-conferma o rigetto della tesi).

Siamo tutti scienziati ad esempio quando giochiamo a nascondino e dobbiamo cercare i nostri amici: osserviamo la scena, ipotizziamo dove possano essersi nascosti e poi a andiamo a controllare.

La scienza è pop: permea e trasforma ogni nostra azione quotidiana.

Dovrebbe avere un solo grande obiettivo: quello di farci vivere meglio; innanzitutto ci permette di inventare cose utili: i nostri sforzi di comprensione di ciò che ci circonda ci hanno dato gli strumenti della nostra quotidianità come fotocamere negli smartphone, body scanner, pannelli solari, tomografia computerizzata, airbag… Tuttavia non è per questo che ci emozioniamo davanti ad un cielo stellato.

La nostra mente non è fatta per fermarsi a ciò che vede. Uno studio condotto in Gran Bretagna qualche anno fa ha dimostrato che la maggiore parte del tempo noi Homo Sapiens lo passiamo … ad immaginare.

L’immaginazione è un “retaggio” evolutivo sviluppatasi come strumento per programmare il futuro e per ragionare sulla mente degli altri; tuttavia ora che la possediamo è una delle principali fonti di piacere.

La scienza ci fa sognare, regalandoci nuovi orizzonti, nuove idee riempiendo l’immaginario collettivo di visioni, sensazione ed emozioni.

Ci ha dato The dark side of the moon, i sintetizzatori, il velcro, i moon boot, la minigonna, Ziggy Stardust, i coloranti, Lucy in the sky with diamond, Doc Brown, il world wide web, l’ hoverboard, il flusso canalizzatore… Siate sinceri, non vi sentite già meglio?

POP-SCIENCE – La serie…

Al Planetario U.Hoepli di Milano, ore 21:00

  • 11 marzo – Tutte le stelle del rock: 50 anni di astronomia raccontati attraverso una rivoluzione musicale
  • 1 aprile –  Rivestirsi di cielo: Tecnologia e innovazione tra le stelle
  • 6 maggio – “Grande Giove!” Ritorno al futuro. Paradossi temporali, viaggi nel tempo… tra scienza e fantascienza


2000 Man – Rolling Stones

 

Hill Valley, California.

Marty McFly entra in un bar alla disperata ricerca di una cabina telefonica.

Barista: “Ragazzo che ne diresti di ordinare qualcosa?

McFly: “Ok..Dammi una Fanta…”

Barista: “Un fanta che? Vuoi della fantascienza da bere?”

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E’ il 6 novembre 1955, la Fanta non esiste ma la fantascienza si, eccome! Nessuno ne è immune!

La fantascienza ha  – da sempre – l’affascinante e insostituibile compito di esplorare e immaginare l’impatto che le scoperte scientifiche e tecnologiche possono avere sulla società e sull’individuo; per prevenire i problemi futuri, affrontare sotto  mentite spoglie i problemi attuali o per puro, semplice e indispensabile divertimento.

Amazing_stories_192809Se la prima opera di fantascienza appare già nel II secolo d.C con il romanzo “La storia vera” di Luciano, la sua nascita è fissata all’aprile 1926 con l’uscita negli Stati Uniti della prima rivista di fantascienza Amazing Stories, una rivista che secondo l’editore Hugo Gernsback avrebbe dovuto raccogliere “quel tipo di storie scritte da Jules Verne, H.G. Wells ed Edgar Allan Poe, in cui si mescolino fatti scientifici e visioni profetiche”

Passando attraverso la meraviglia per il progresso degli anni ’40 , i risvolti sociali degli anni ’50 e la new wave anni ’60 la fantascienza invade tutti i mass media diventando un genere di successo nei fumetti, cinema, letteratura, televisione e musica.

 

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Nel 1964 Isaac Asimov visita il New York World’s Fair e prova ad immaginare la stessa fiera 50 anni dopo : nel 2014.

Nero su bianco, tra le pagine del New Work Times  del 16 agosto 1964 Asimov afferma che nel 2014 la comunicazione non sarà più solo sonora ma anche e, soprattutto, visiva, esisteranno pannelli “elettroluminescenti” che cambieranno colore premendo un bottone, vetri in grado di opacizzarsi automaticamente,  elettrodomestici in grado di preparare il caffè per l’indomani mattina  e veicoli guidati da un cervello computerizzato ; che altro? ah si… che la popolazione mondiale avrebbe raggiunto i 6 miliardi e mezzo di persone…

Certo non abbiamo colonie  sulla Luna, non abbiamo convertito i deserti dell’Arizona  e del Kazakistan a immense distese si pannelli solari, non abbiamo (ancora) treni e autobus volanti e non siamo (forse) distrutti dalla noia…

Quello di Asimov tutto sommato era un gioco; ma giocando, si sa, si rischia anche di imparare…

Ed ecco allora che anche Il Gruppo Rock per eccellenza, i Rolling Stones lanciano qualche provocazione…

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Nel 1967, nell’invasione della psichedelia britannica (iniziata dalle sonorità beatlesiane di Sgt Pepper’s Lonely Hearts Club Band) I Rolling Stones pubblicano  “Between the buttons” e “Their Satanic Majesties request“.

Rolling_Stones_-_Their_Satanic_Majesties_Request_-_1967_Decca_Album_cover

rolling_stones2Jagger risponde così al mito dei guru indiani e dei santoni che in quegli anni è tanto di moda dichiarando in realtà che “Their satanic Majesties request” è un disco pieno di robaccia: “Avevamo avuto troppo tempo a disposizione, troppe droghe…”; tuttavia questo album poco appezzato dal pubblico e dalla critiche contiene due perle nere: 2000 light years from home”, un viaggio spaziale  verso la desolazione (tema ripreso l’anno successivo da  Kubrick in  “2001: Odissea nello spazio”) e  la visionaria “2000 Man”.

E se pensate che possa essere una trasgressione dei tempi attuali avere una “storia” (s)oggetti della realtà virtuale (vedi Lei di  Spike Jonze) sappiate che Mick Jagger l’ha gia fatto, circa 47 anni fa…

Ascoltare per credere…

2000 Man

 

Well, my name it is a number
It’s on a piece of plastic film
And I’ve been growin’ funny flowers
Outside on my little window sill

And don’t you know I’m a 2,000 man
And my kids, they just don’t understand me at all

You know, my wife still respects me
Even though I really misuse her
I am having an affair
With the Random computer

But don’t you know I’m a 2,000 man
And my kids, they just don’t understand me at all

Oh daddy, proud of your planet
Oh mommy, proud of your sun
Oh daddy, proud of your planet
Oh mommy. proud of your sun
Oh daddy, your brain’s still flashin’
Like they did when you were young
Or did they come down crashin’
Seeing all the things you’d done
Spacin’ out and havin’ fun

Oh daddy, proud of your planet
Oh mommy. proud of your sun
Oh daddy, proud of your planet
Oh mommy. proud of your sun

Oh daddy, your brain’s still flashin’
Like they did when you were young
Or did they come down crashin’
Seeing all the things you’d done
Spacin’ out and havin’ fun

But, don’t you know I’m a 2,000 man
And my kids, they just don’t understand me at all
But don’t you know I’m a 2,000 man
And my kids, they just don’t understand me at all
Understand me, u-understand me, u-understand me, now understand me
But don’t you know I’m a 2,000 man
And my kids, they just don’t understand me at all
But don’t you know I’m a 2,000 man
And my kids, they just don’t understand me at all
I’m a 2,000 man, I’m a 2,000 man
I’m a 2,000 man, I’m a 2,000 man, yeah, 2,000

 

Uomo del 2000
Il mio nome è un numero,
un pezzo di celluloide
E coltivo minuscoli fiori
sul davanzale della mia finestrina
Non sai che sono
l’uomo del 2000
E i miei ragazzi ,
proprio non mi capiscono
Anche se mia moglie ancora mi rispetta,
non ne faccio davvero buon uso
Ho una storia
con un computer a caso
Non sai che sono
l’uomo del 2000
E i miei ragazzi
proprio non mi capiscono
Oh papà, sii orgoglioso del tuo pianeta
Oh mamma sii fiera del tuo sole
Oh papà sii orgoglioso del tuo pianeta
Oh mamma si fiera del tuo sole
Oh papà il tuo cervello è ancora lampeggiante
Come quando eri giovane?
O crolli giù rovinosamente
Guardando tutte le cose che hai fatto?
Oh, è una grande messa in scena
Oh papà sii fiero del tuo pianeta
Oh mamma sii fiera del tuo sole
Oh papà sii fiero del tuo pianeta
Oh mamma sii fiera del tuo sole
Non sai che sono
l’uomo del 2000
E i miei ragazzi
proprio non mi capiscono

P.S. per il presente post si ringrazia sentitamente mister Diego Tiziani per tutte le connessioni che è riuscito a trovare – anche a sua insaputa!