POP- SCIENCE – La serie…

Per qualcuno è affascinante, per altri un vero e proprio incubo: la scienza divide, unisce, emoziona e irrita. Qualcuno piange davanti all’annuncio dell’onda gravitazionale e altri si arrabbiano davanti alla descrizione di un dinosauro mai visto.

Che cosa pensiamo quando sentiamo pronunciare la parola scienza? Il più delle volte pensiamo a qualcosa di rigido, determinato e grigio; qualcosa che si basa sulla definitezza di teoremi e regole matematiche, di estremamente noioso e scostante.

Ma la scienza è più morbida e sorprendente di quanto non siamo abituati ad immaginare; ed è talmente sotto i nostri occhi che abbiamo smesso di vederla.

Da quando ci svegliamo (con un orologio regolato sul cellulare o sulla radio) a quando andiamo a dormire (guardando una serie televisiva su web, leggendo un libro o ascoltando un .mp3) sfruttiamo conoscenze e competenze sviluppate nei secoli grazie all’applicazione del metodo scientifico (osservazione-ipotesi-esperimento-conferma o rigetto della tesi).

Siamo tutti scienziati ad esempio quando giochiamo a nascondino e dobbiamo cercare i nostri amici: osserviamo la scena, ipotizziamo dove possano essersi nascosti e poi a andiamo a controllare.

La scienza è pop: permea e trasforma ogni nostra azione quotidiana.

Dovrebbe avere un solo grande obiettivo: quello di farci vivere meglio; innanzitutto ci permette di inventare cose utili: i nostri sforzi di comprensione di ciò che ci circonda ci hanno dato gli strumenti della nostra quotidianità come fotocamere negli smartphone, body scanner, pannelli solari, tomografia computerizzata, airbag… Tuttavia non è per questo che ci emozioniamo davanti ad un cielo stellato.

La nostra mente non è fatta per fermarsi a ciò che vede. Uno studio condotto in Gran Bretagna qualche anno fa ha dimostrato che la maggiore parte del tempo noi Homo Sapiens lo passiamo … ad immaginare.

L’immaginazione è un “retaggio” evolutivo sviluppatasi come strumento per programmare il futuro e per ragionare sulla mente degli altri; tuttavia ora che la possediamo è una delle principali fonti di piacere.

La scienza ci fa sognare, regalandoci nuovi orizzonti, nuove idee riempiendo l’immaginario collettivo di visioni, sensazione ed emozioni.

Ci ha dato The dark side of the moon, i sintetizzatori, il velcro, i moon boot, la minigonna, Ziggy Stardust, i coloranti, Lucy in the sky with diamond, Doc Brown, il world wide web, l’ hoverboard, il flusso canalizzatore… Siate sinceri, non vi sentite già meglio?

POP-SCIENCE – La serie…

Al Planetario U.Hoepli di Milano, ore 21:00

  • 11 marzo – Tutte le stelle del rock: 50 anni di astronomia raccontati attraverso una rivoluzione musicale
  • 1 aprile –  Rivestirsi di cielo: Tecnologia e innovazione tra le stelle
  • 6 maggio – “Grande Giove!” Ritorno al futuro. Paradossi temporali, viaggi nel tempo… tra scienza e fantascienza


Across the universe – The Beatles

“Messaggio personale da parte di Filippo, Duca di Edimburgo :

Il 21 dicembre 1967 si è tenuto a Buckingam Palace un meeting del WWF […] Tra le tante persone del mondo dello spettacolo presenti, Spike Milligan  ha suggerito la realizzazione di un album per il quale artisti, compositori e case discografiche avrebbero rinunciato agli introiti. Questo album è il risultato di quella idea […] I ricavi delle vendite andranno a sostegno degli animali in pericolo di estinzione. […] Non posso fare altro che augure a questo progetto un grande successo”.

diapositiva1E’ quanto si legge sul retro dell’album No one’s gonna change our world, pubblicato nel 1969  e composto da vari artisti, sotto la guida di Spike Milligan, attore, scrittore e musicista irlandese; la canzone che apre l’album è Across the universe dei Beatles, fortemente voluta dallo stesso Milligan dopo essersi recato negli studi di registrazione dei Fab Four nel febbraio 1968.

In preda al fascino delle dottrine orientali, la canzone celebra l’interesse dei Beatles per la meditazione trascendentale con immagini che si susseguono incessantemente ma lasciano imperturbata la mente e il cuore di chi ripete no one’s gonna change my world; nel testo compare anche il mantra “Jai guru deva om” che significa “grazie, ti saluto maesto divino” a cui viene aggiunta la sillaba sacra “Om“.

I Beatles pensano ad una uscita della canzone mentre sono in viaggio per l’India, ma cedono all’invito di Milligan pubblicando il singolo Lady Madonna e lasciando Across di Universe come inedito e pronto per essere inserito in un progetto benefico.

Il rock’n’roll non è nuovo al coinvolgimento in ambito sociale: fin dagli esordi ha insegnato ai giovani a fare rete, ad imbracciare le chitarre come fossero armi per distruggere un vecchio sistema valoriale celebrando i valori di pace, amore, libertà, uguaglianza e rottura contro gli schemi pestabiliti. Nel 1962 Bob Dylan pubblica Blowin ‘in the wind: il rock si fa impegnato. E si impegna.

Si impegna ad attirare l’attenzione sui problemi ambientali, delle popolazioni in difficoltà (George Harrison per il Bangladesh nel 1971 e i Rolling Stones per le popolazioni colpite dal terremoto del Nicaragua 1973) , a raccogliere soldi per il sistema scolastico (San Francisco 1975), per l’Unicef (New York 1979) o Amnesty International (Londra 1976, 1979, 1981). Ma è ancora poco…

live_aid_wembleyIl 13 luglio 1985  il rock’n’roll dimostra tutta la sua potenza con l’evento benefico che registra il più grande coinvolgimento della popolazione a livello mondiale: il Live Aid, un concerto rock tenutosi al Wembley Stadium di Londra e al JFK di Filadelfia, i cui proventi sono destinati alle popolazioni vittime della carestia in Etiopia. Frutto della genialità di  Bob Geldof e di Midge Ure, il Live Aid, sfruttando l’enorme potenzialità del mezzo televisivo, è il primo evento planetario, simbolo dell’imminente fenomeno della globalizzazione.

Come superare un tale successo? Estendendo l’invito oltre il pianeta Terra.

Il 4 febbraio 2008 per festeggiare i 40 anni della canzone, i 45 anni del Deep Space Network e i 50 anni dalle NASA, Across The Universe viene trasmessa via radio nell’universo in direzione della Stella Polare e il feb four diventa l’Across the universe day

full111351_986d96066005cf0c3a83456c46dab95fOra, un rapido calcolo ( 2008 – 50= 1958) mostra che la NASA non era ancora nata quando, il 4 ottobre 1957, il satellite russo Sputnik 1 vola sopra le teste degli americani. In quegli anni gli Stati Uniti sono persi in diversi istituti tra esercito e marina che si occupano in maniera indipendente e un po’ confusa di razzi e missili. E’ l’Unione Sovietica a dare il via alla corsa allo spazio: lei c’è e sta dettando le regole del gioco. 0_0_579_462Preoccupato dai progressi russi in campo tecnico scientifico, il Congresso degli Stati Uniti chiede un intervento decisivo alle forze in gioco: il 29 luglio del 1958 il presidente Eisenhower firma l’atto con cui costituisce la National Aeronautics and Space Administration sulle ceneri della NACA di cui erediterà gli 8000 impiegati e il badget annuale di 100 milioni di dollari. La NASA assorbirà i maggiori laboratori dispersi sul suolo statunitense, unendo le forze in un unico progetto di conquista dello spazio che, iniziato a rilento, porterà tra gli anni ’60 e gli anni ’70 ben 12 uomini sulla Luna.

goldstoneFin da subito la NASA comprende la fondamentale importanza della comunicazione via radio e dà il via alla realizzazione di una rete di antenne – leggi radiotelescopi – di supporto per le missioni interplanetarie e di esplorazione del sistema solare. Nel 1963 viene istituito ufficialmente il Deep Space Network; il temine deep  – profondo – sta ad indicare che la rete, composta da tre antenne situate in California, Madrid e Canberra, è pensata per funzionare al meglio con le sonde inviate nello spazio profondo: ad una distanza minima di 30000 km dalla Terra una sonda è visibile sempre da almeno uno degli apparecchi di radiocomunicazione.mouser-space-article-figure-3

Partite alle 19:00 di sera del 4 febbraio (orario della costa Est degli Stati Uniti – 1:00 di mattino del 5 febbraio orario italiano) dall’antenna di 70 metri sita nei pressi di Madrid, le onde radio della canzone dei Beatles viaggeranno  – nemmeno a dirlo – across the universe e arriveranno alla stella polare tra circa 325 anni (stime precedenti  davano la stella più lontana a 431 anni luce), dopo aver compiuto un viaggio di circa 3 milioni di miliardi di chilometri.

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“Ben fatto! Mandate il mio amore agli alieni”  – così saluta l’impresa Paul McCartney. Yoko Ono è ancora più visionaria: “Credo sia l’inizio di una nuova era in cui comunicheremo con miliardi di pianeti across the universe“. Di sicuro, viste le distanze astronomiche, dovremo essere molto pazienti.

Chissà… Potrebbe essere che il primo contatto con gli alieni avvenga attraverso note musicali, come aveva già previsto Spielberg in “Incontri ravvicinati del terzo tipo”; abbiamo centinaia di anni  per prepare la risposta… Imbracciamo gli strumenti  e cantiamo…

ACROSS THE UNIVERSE – THE BEATLES

Words are flowing out like endless rain into a paper cup
They slither while they pass, they slip away across the universe
Pools of sorrow, waves of joy are drifting through my open mind
Possessing and caressing me

Jai Guru Deva Om

Nothing’s gonna change my world
Nothing’s gonna change my world
Nothing’s gonna change my world
Nothing’s gonna change my world

Images of broken light which dance before me like a million eyes
They call me on and on across the universe
Thoughts meander like a restless wind inside a letter box
They tumble blindly as they make their way across the universe

Jai Guru Deva Om

Nothing’s gonna change my world
Nothing’s gonna change my world
Nothing’s gonna change my world
Nothing’s gonna change my world

Sounds of laughter shades of life are ringing through my open ears
Inciting and inviting me
Limitless undying love which shines around me like a million suns
It calls me on and on across the universe

Jai Guru Deva Om

Nothing’s gonna change my world
Nothing’s gonna change my world
Nothing’s gonna change my world
Nothing’s gonna change my world
Jai Guru Deva Om
Jai Guru Deva Om

***

Le parole scivolano come pioggia senza fine in una tazza di carta
Scivolano mentre passano, scivolano attraverso l’universo
Pozzanghere di dolore, onde di gioia scorrono nella mia mente aperta
Si impossessano di me e mi accarezzano

Jai Guru Deva Om

Niente cambierà il mio mondo
Niente cambierà il mio mondo
Niente cambierà il mio mondo
Niente cambierà il mio mondo

Immagini di luce spezzata mi danzano davanti come un milione di occhi
Mi chiamano ancora attraverso l’universo
pensieri si snodano come un vento irrequieto dentro una cassetta delle lettere
Inciampano ciecamente mentre seguono la loro strada attraverso l’universo

Jai Guru Deva Om

Niente cambierà il mio mondo
Niente cambierà il mio mondo
Niente cambierà il mio mondo
Niente cambierà il mio mondo

Suoni di risate di vite sfumate risuonano attraverso le mie orecchie aperte
Mi incitano e mi invitano
Amore senza fine mi splende intorno a me come un milione di Soli
Mi chiama attraverso l’universo

Jai Guru Deva Om

Niente cambierà il mio mondo
Niente cambierà il mio mondo
Niente cambierà il mio mondo
Niente cambierà il mio mondo

Jai Guru Deva Om
Jai Guru Deva Om

Champagne Supernova – Oasis

Noel Gallagher è comodamente seduto nel suo salotto mentre guarda un documentario sullo Champagne; in sottofondo c’è l’album Bossanova dei Pixies… E il titolo della canzone gli viene in mente così… dal nulla… Champagne Supernova!oasis_in_shanghai

E’ il 1995 e gli Oasis stanno per pubblicare il loro album di maggior successo  (What’s the story) morning Glory? Champagne Supernova è la traccia che chiude l’album.

Nati nella Manchester operaia gli Oasis si compongono dei discutissimi fratelli Gallagher (Noel si aggiunge da ultimo al gruppo rock del fratello Liam) e una serie di chitarristi (Paul Arthurs), bassisti (Paul McGuigan) e batteristi  Tony McCarroll, Alan White e Zak Starkey che entrano ed escono dalla band non senza far rumore.

Già a partire dal “gioiellino pop-rock” di  Definitely Maybe, Noel dà prova di essere un abilissimo costruttore di melodie, qualità che lo farà accostare a Paul McCartney (i Beatles rimarranno l’unico vero riferimento della band).

Oasis_-_(What's_The_Story)_Morning_Glory_album_coverCon (What’s the story) morning Glory, album che ha venduto 25 milioni di dischi in tutto il mondo, il duo più scostante e infastidito del rock  colleziona una serie di delizione ballate  (Wonderwall, Don’t look back in Anger, Some may say, Morning Glory e Champagne Supernova) che poggiano su calibrate chitarre elettriche: una risposta al ruvido grunge dei Nirvana e all’underground che sta nascendo oltreoceano. Con due soli album gli Oasis diventano protagonisti del fenomeno brit-pop con tanto di scontro mediatico (probabilmente costruito a tavolino) con i Blur e si ritrovano al centro di una vera e propria Oasismania.

Il testo di  Champagne Supernova è un susseguirsi di frasi disconnesse che rasentano la psichedelia e alle quali lo stesso Noel fa fatica a dare un senso:

Camminando piano nel salone/ più veloce di una palla di cannone: cosa significa? Non ne ho la minima idea: Ma dimmi , quando hai di fronte 60.000 persone che la stanno cantando, non sanno forse cosa significa? Significa qualcosa di diverso per ognuno di loro”

In altre parole: chi se ne frega del significato…

E chi se ne frega delle supernovae… Basta che stiano in “sky” così da far rima con “landslide”, “why”, “dies” o “eye”.

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Il puntino luminoso in basso a sinistra è una Supernova (l’espozione di una stella) della galassia NGC 4526, come osservata il 7 marzo 1994

E in effetti nel cielo stanno!

Una supernova è un fenomeno esplosivo che si verifica al termine della vita di una stella abbastanza massiccia (8/10 volte la massa del Sole): quando la stella non riesce più ad innescare le reazioni termonucleari che la tengono in vita, collassa sotto il peso degli strati di gas che la compongono. Il collasso sprigiona una enorme quantità di energia  portando la sua luminosità a quella paragonabile a 5 miliardi di soli, in pratica quasi quanto un’intera galassia.

In altre parole una stella che il minuto prima non era visibile ad occhio nudo nel giro di minuti o secondi diventa straordinariamente brillante, così tanto da essere, a volte, visibile anche ad occhio nudo anche di giorno: una stella nuova!

E il caso ad esempio  della SN 1054, una supernova esplosa nel 1054 nella direzione della costellazione del Toro: l’evento fu così brillante che astronomi cinesi e arabi la descrissero visibile ad occhio nudo anche durante il giorno per ben 23 giorni consectivi…

Oggi di lei rimane questa bellissima nebulosa – Crab Nebula – che nasconde una piccolissima e densissima stella di neutroni mentre il gas di cui era originariamente composta si sta “lentamente” allontando (si parla di migliaia di chilometri al secondo) in un meraviglioso gioco di luce, gas e ombre.

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Crab Nebula – Nebulosa del Granchio in un’immagine presa dal telescopio spaziale Hubble.

In alto i calici… Champagne Supernova!

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How many special people change
How many lives are living strange
Where were you when we were getting high?
Slowly walking down the hall
Faster than a cannon ball
Where were you while we were getting high?Some day you will find me
Caught beneath the landslide
In a champagne supernova in the sky
Some day you will find me
Caught beneath the landslide
In a champagne supernova
A champagne supernova in the sky

Wake up the dawn and ask her why
A dreamer dreams she never dies
Wipe that tear away now from your eye
Slowly walking down the hall
Faster than a cannon ball
Where were you when we were getting high?

Some day you will find me
Caught beneath the landslide
In a champagne supernova in the sky
Some day you will find me
Caught beneath the landslide
In a champagne supernova
A champagne supernova in the sky

Cos people believe that they’re
Gonna get away for the summer
But you and I, we live and die
The world’s still spinning round
We don’t know why
Why, why, why, why

How many special people change
How many lives are living strange
Where were you when we were getting high?
Slowly walking down the hall
Faster than a cannon ball
Where were you while we were getting high?

Some day you will find me
Caught beneath the landslide
In a champagne supernova in the sky
Some day you will find me
Caught beneath the landslide
In a champagne supernova
A champagne supernova in the sky

Cos people believe that they’re
Gonna get away for the summer
But you and I, we live and die
The world’s still spinning round
We don’t know why
Why, why, why, why

How many special people change
How many lives are living strange
Where were you when we were getting high?
We were getting high
We were getting high
We were getting high
We were getting high

CHAMPAGNE SUPERNOVA

Quante persone speciali cambiano?
quante vite vivono in modo strano?
dov’eri quando siamo arrivati in alto?
camminando lentamente sotto al muro
più veloce di una palla da cannone
dov’eri mentre arrivavamo in alto?

Un giorno mi troverai
intrappolato nella frana
in una supernova di champagne nel cielo
un giorno mi troverai
intrappolato nella frana
in una supernova di champagne
una supernova di champagne nel cielo

Sveglia l’alba e chiedile perché
un sognatore sogna e lei non muore mai
asciuga quelle lacrime dai tuoi occhi
camminando lentamente sotto al muro
più veloce di una palla da cannone
dov’eri quando siamo arrivati in alto?

Un giorno mi troverai
intrappolato nella frana
in una supernova di champagne nel cielo
un giorno mi troverai
intrappolato nella frana
in una supernova di champagne
una supernova di champagne nel cielo

Perchè le persone credono che
andranno via per l’estate
ma io e te, noi viviamo e moriamo
il mondo continua a girare in tondo
noi non sappiamo perchè,
perchè, perchè…

Quante persone speciali cambiano?
quante vite vivono in modo strano?
dov’eri quando siamo arrivati in alto?
camminando lentamente sotto al muro
più veloce di una palla da cannone
dov’eri mentre arrivavamo in alto?

Un giorno mi troverai
intrappolato nella frana
in una supernova di champagne nel cielo
un giorno mi troverai
intrappolato nella frana
in una supernova di champagne
una supernova di champagne nel cielo

Perchè le persone credono che
andranno via per l’estate
ma io e te, noi viviamo e moriamo
il mondo continua a girare in tondo
noi non sappiamo perchè,
perchè, perchè…

Quante persone speciali cambiano?
quante vite vivono in modo strano?
dov’eri quando siamo arrivati in alto?
siamo arrivati in alto, siamo arrivati in alto
siamo arrivati in alto, siamo arrivati in alto

 

 

 

Strawberry Fields Forever – The Beatles

800px-StrawberryfieldgateMentre John Lennon  gioca con i suoi compagni  nel giardino dell’orfanotrofio “Strawberry Field” non immagina certo che a qualche migliaio di chilometri di distanza degli uomini in camice bianco stiano preparando la strada del  suo successo.

studio_fonologia_rai Sono i ricercatori del Columbia-Princeton Electronic Music Center (fondato 1950 presso la Columbia University), dello Studio for Electronic Music di Colonia (nato nel 1953 presso gli studi radiofonici della Nordwestdeutsche Rundfunk -NWDR) e dello Studio di Fonologia Musicale di Milano della RAI aperto nel 1955.

E’ in questi tre laboratori  che fisici, tecnici ed artisti studiano nuovi modi di fare musica sfruttando le prodigiose  innovazioni introdotte dall’elettricità.

Teleharmonium1897 I primi strumenti in grado di produrre artificialmente dei suoni con l’elettricità, (altrimenti detti sintetizzatori) compaiono già dai primi anni del XX secolo: è il caso del Telharmonium , una sorta gigantesco organo/armadio con svariate tastiere messo a punto da Thaddeus Cahill  (tra il 1898 e il 1912) le cui enormi dimensioni ne bloccano la diffusione, del Theremin, dal nome dell’inventore Leon Theremin (tra il 1919 e il 1920), dell’Onde Martenot messo a punto dall’omonimo Maurice Martenot nel 1928 o dei più moderni organi Hammond e Novachord (1939-1942) realizzati da Laurens Hammond.

Tuttavia, fino agli anni ’50, la musica che utilizza strumenti elettromeccanici rimane appannaggio delle università o centri di studio affiliati a radio o televisioni: il costo delle apparecchiature non ne consente infatti una distribuzione a larga scala; magnetofoni, giradischi, filtri, Onde Martenot e oscillatori sono strumenti a disposizione dei soli privilegiati compositori d’avanguardia.

101-0120x_IMGA cambiare le carte in tavola è però il Mellotron, uno strumento elettromeccanico  sviluppato e costruito a Birmingham, in Inghilterra nel 1963; a metà strada tra un sintetizzatore e un campionatore (uno strumento in grado di acquisire ”campioni audio” per poi riprodurli), il Mellotron, è uno strumento musicale a tastiera in grado di riprodurre la musica di alcuni suoni naturali (o di altri strumenti) preregistrati; uno strumento prodigioso e quasi accessibile che fa innamorare illustri personaggi: la principessa Margaret, Peter Sellers, Ron Hubbard (fondatore di Scientology) e il re Hussein di Giordania.

Tra il 1963 e 1964 la BBC lo sperimenta e nel 1965 Graham Bons lo utilizza per la prima volta in una canzone rock : “Baby can it be true”; è poi la volta poi dei Moody blues  che ne acquistano uno di seconda mano  dal Fort Dunlop Working men’s club di Birmingham e lo sfruttano in modo intensivo dall’album” Days of future passed” del 1967 a “Octave” del 1978.

E’ Mike Pinder tastierista e fondatore dei Moody Blues a introdurre John Lennon e Paul Mc Cartney all’utilizzo del Mellotron.

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Il 24 novembre 1966 nello studio 2 di Abbey Road, Lennon, accompagnato dalla sua chitarra acustica fa ascoltare agli altri Beatles una nuova canzone da lui composta qualche mese prima. I Fab Four imbracciano gli strumenti  e registrano al primo take: Lennon alla chitarra, Starr alla batteria, Harrison alla chitarra elettrica  e McCartney al Mellotron.

Seguono giorni di arrangiamenti, tagli, aggiunte, velocizzazioni del nastro e fusioni di diverse versioni; quello che  il 13 febbraio 1967 esce dai laboratori di questi artigiani del rock cambierà profondamente la storia della musica: è Strawberry Fields Forever, la canzone che dà la svolta alle sonorità della muscia rock e fa naufragare l’idea del – mai pubblicato – album SMILE dei Beach Boys, bruciati sul tempo nella produzione del sound che stavano a lungo cercando.

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Tra la fine degli anni ’60 e la metà degli anni ’70 sono in molti ad avvalersi del Mellotron oltre ai Beatles:  Genesis (Watcher of the skies), Yes, Rolling Stones, Pink Floyd, Led Zeppelin, King Crimson, Jethro Tull, Deep Purple, Aerosmith e David Bowie.

Oggi il Mellotron, dopo decenni di oblio, è oggetto di recupero nelle sonorità di alcuni gruppi rock tra cui  Smashing Pumpkins, Red Hot Chili Peppers, Oasis, U2, Linking Park e Muse.

Ecco Strawberry Fields Forever; la rivoluzione del Mellotron è quel  suono che compare fin dalle prime battute:

Let me take you down, ‘cause I’m going to
Strawberry fields
Nothing is real
And nothing to get hung about
Strawberry fields forever

Living is easy with eyes closed
Misunderstanding all you see
It’s getting hard to be someone, but it all works out
It doesn’t matter much to me

Let me take you down, ‘cause I’m going to
Strawberry fields
Nothing is real
And nothing to get hung about
Strawberry fields forever

No one, I think, is in my tree
I mean, it must be high or low
That is, you can’t, you know, tune in, but it’s alright
That is, I think it’s not too bad

Let me take you down, ‘cause I’m going to
Strawberry fields
Nothing is real
And nothing to get hung about
Strawberry fields forever

Always, no, sometimes, think it’s me
But, you know, I know when it’s a dream
I think, er, no, I mean, er, yes, but it’s all wrong
That is, I think I disagree

Let me take you down, ‘cause I’m going to
Strawberry fields
Nothing is real
And nothing to get hung about
Strawberry fields forever
Strawberry fields forever
Strawberry fields forever

STRAWBERRY FIELDS PR SEMPRE

Lascia che ti accompagni
Perchè sto andando a Strawberry Fields
Niente è reale e non c’è niente per cui stare in attesa.
Strawberry Fields per sempre

Vivere ad occhi chiusi è facile
Fraintendendo ciò che vedi,
Sta diventando difficile essere qualcuno, ma si risolverà?
Non mi interessa molto

Lascia che ti porti con me
Perchè sto andando a Strawberry Fields
Niente di reale e niente per cui stare in attesa.
Strawberry Fields per sempre

Nessuno, penso, è nel mio albero
Intendo, deve essere alto o basso, sai non puoi metterti in sintonia ma va bene
Penso che non sia così male

Lascia che ti porti con me
Perchè sto andando a Strawberry Fields
Niente è reale e non c’è niente per cui stare in attesa.
Strawberry Fields per sempre

Sempre, non qualche volta, penso di essere proprio come sono
Ma tu sai che io so quando è un sogno,
penso di sapere che io intendo un ” sì ” ma è tutto sbagliato
Penso di non essere d’accordo

Lascia che ti porti con me
Perchè sto andando a Strawberry Fields
Niente è reale e non c’è niente per cui stare in attesa.
Strawberry Fields per sempre
Strawberry Fields per sempre

Altri testi su: http://www.angolotesti.it/J/testi_canzoni_john_lennon_1719/testo_canzone_strawberry_fields_forever_45275.html

Lucy in the sky with diamonds – Beatles

Lucy in the sky with diamonds è una canzone dei Beatles contenuta nell’album Sgt Pepper’s Lonely Hearts Club Band pubblicato nel 1967; la canzone è molto probabilmente frutto della cretività del duo Lennon/Mc Cartney.

L’immagine sognante di una ragazza in un cielo cosparso di oggetti brillanti come diamanti ha fatto molto discutere riguardo al significato della canzone. A creare il dibattito soprattutto le iniziali delle parole del titolo che, unite,  riproducono la sigla di una celebre droga molto usata negli anni ’60 e dichiarata illegale negli Stati Uniti proprio nel 1967 : l’LSD

Il testo della canzone che si compone di immagini psichedeliche, fantasione e allucinate sullo stile di Alice nel Paese delle Meraviglie e Attraverso lo specchio  (Lennon era un grande ammiratore di Lewis Carroll) ha alimentato il dibattito fino a oggi anche se Lennon dichiarò da subito di avere semplicemente preso l’idea da un disegno di suo figlio Julian raffigurante la compagna di scuola Lucy O’Donnell

Il successo di questa canzone superò le barriere delle hit parade musicali e approdò in un campo molto, molto distande dallo studio di registrazione:

replica dello scheletro "Lucy"

Il 30 novembre 1974 i paleontologi Donald Johanson e Tom Gray in Afar, Etiopia, ritrovano i resti di una femmina adulta di Australopithecus afarensis vissuta 3,2 milioni di anni fa.

“In particolare, sono stati ritrovati frammenti di 47 ossa degli arti superiori e inferiori, della spina dorsale, delle costole e del bacino; mentre il cranio era rappresentato solo dalla mandibola e da 5 frammenti della volta.

Johanson e gli altri giovani ricercatori della missione erano soliti lavorare ascoltando le canzoni dei Beatles e da una di esse, Lucy in the sky with Diamonds, hanno preso il nomignolo per la loro creatura: Lucy, un perfetto bipede alto poco più di un metro.

Nessun altro fossile ha avuto nei mezzi d’informazione la fortuna riservata a Lucy, che è stata una perfetta ambasciatrice dell’evoluzione umana presso l’opinione pubblica internazionale.”

tratto da “Umani da sei milion di anni” di Gianfranco Biondi, Olga Rickards

Non solo.

A 50 anni luce dalla Terra, nella Costellazione del Centauro esiste una nana bianca di nome BPM 37093 ; si tratta del relitto di una stella che, alla fine del processo evolutivo, ha trasformato tutto l’idrogeno e l’elio a sua disposizione in carbonio. La pressione di questa stella è tale da aver compattato tutto il carbonio in un solido cristallino, altrimenti detto diamante; un diamante di 4000 km di diametro con una massa di 2x 10^30 kg (un diamante da 10^34 carati).

Gli scienzati hanno scherzosamente nominato questa stella Lucy, sempre in onore della canzone deI Beatles Lucy in the sky with diamonds

LUCY IN THE SKY WITH DIAMONDS

Picture yourself in a boat on a river
With tangerine trees and marmalade skies.
Somebody calls you, you answer quite slowly,
A girl with caleidoscope eyes.

Cellophane flowers of yellow and green
Towering over your head.
Look for the girl with the sun in her eyes
And she’s gone.

Chorus:
Lucy in the sky with diamonds
Lucy in the sky with diamonds
Lucy in the sky with diamonds, ah, ah

Follow her downto a bridge by the fountain
where rocking horse people eat marshmallow pies.
Everyone smiles as you drift past the flowers
That grow so incredibly high.

Newspaper taxis appear on the shore
Waiting to take you away
Climb in the back with your head in the clouds
And you’re gone.

Chorus

Picture yourself on a train in a station
With plasticine porters with looking glass ties,
Suddenly someone is there at the turnstile,
The girl with caleidoscope eyes.

Chorus

***

LUCY NEL CIELO CON I DIAMANTI

Immaginati in una barca su un fiume
Con degli alberi di mandarino e cieli di marmellata
Qualcuno ti chiama, tu rispondi abbastanza lentamente
Una ragazza con gli occhi di caleidoscopio.

Fiori di cellofan di giallo e verde
Sovrastano la tua testa.
Cerca la ragazza con il sole negli occhi*
Ed è andata.

Lucy nel cielo con i diamanti (diamanti) .
Lucy nel cielo con i diamanti (diamanti).
Seguila laggiù ad un ponte accanto ad una fontana.
Dove persone come cavalli a dondolo mangiano torte di marshmallow
Ognuno sorride mentre si apre un varco tra i fiori
Che crescono incredibilmente alti.
Un taxi fatto di giornali appare sulla spiaggia
Aspetta per portarti via.
Tu ci sali con la testa tra le nuvole.
E parti.

Lucy nel cielo con i diamanti (diamanti).
Lucy nel cielo con i diamanti (diamanti).
Immaginati su un treno in una stazione
Con facchini di plastilina e cravatte che sembrano di vetro
Improvvisamente ecco qualcuno al cancelletto girevole
La ragazza con gli occhi di caleidoscopio.

Lucy nel cielo con i diamanti (diamanti).
Lucy nel cielo con i diamanti (diamanti).