30 ottobre: Tutte le stelle del rock

via Marconi 48, Bovisio Masciago, ore 21:00

conferenza di Ilaria Arosio

È l’11 luglio 1969 quando esce il singolo di David Bowie Space Oddity; nove giorni più tardi gli americani metteranno per la prima volta il piede sulla Luna e la canzone di Bowie farà da sottofondo musicale alla diretta televisiva della BBC.

Qualche anno più tardi, l’8 giugno 2010, in un’afosa serata milanese trentacinque mila persone accalcate, urlano all’unisono le parole supermassive black hole. Non sono astrofisici, non sono scienziati; è il pubblico presente allo stadio G. Meazza di San Siro per il concerto dei Muse, rock band inglese, in occasione dell’uscita dell’album “Black Hole and revelation”. Cantano e rimandano a un concetto squisitamente scientifico e specialistico. Einstein l’avrebbe mai immaginato?

David Bowie e i Muse non sono i soli: dai Pink Floyd ai Genesis, passando per i Queen, Pearl Jam, Beatles, Police e arrivando a Bruce Springsteen, Radiohead e Coldplay da 60 anni il rock‘n’roll attinge alla scienza e all’astronomia giocando con concetti, formalismi, suoni e parole.

La scienza ogni giorno ci restituisce immagini, idee e sensazioni che entrano nel bagaglio culturale collettivo; tutti le vivono, molti le colgono e qualcuno le restituisce… a tempo di rock!

***

Ingresso su prenotazione:

328 4822250

Durante la serata verranno raccolti fondi a favore di Emergency

In collaborazione con Altra Bovisio Masciago

Space Oddity, la Luna, Woodstock… Correva l’anno 1969

20 luglio …. la Notte della Luna

Il 20 luglio 1969 la temperatura massima raggiunta a Milano è di 34,4 gradi e la minima non è di quelle che fan dormire sereni: 24.6 gradi anche nelle ore notturne.
Chi può è lontano dalle città, al mare.  Sono in molti ora a potersi permettere le vacanze e a riversarsi sulle coste adriatiche ligure e tirreniche: lo dimostra la trasmissione condotta da un Walter Chiari all’apice del successo andata in onda dal 26 luglio al 6 settembre  “Aiuto è vacanza”, uno spaccato di un paese entrato nel benessere economico.
Ma la notte del 20 luglio non è importante il luogo in cui ci si trova, mare, montagna o città non fa differenza perché tutti sono tra quattro mura davanti a un televisore.

Gianni Rivera, Gigi Riva e Felice Gimondi

Il campionato di calcio del 1968/69 lo vince la fiorentina con 45 punti. al secondo posto con 41 punti il Cagliari portato in vetta da Gigi Riva – capocannoniere con 21 reti. Il Milan terza.
Il riscatto della squadra Milanese avviene con la vittoria della coppa dei campioni: batte 4 a 1 l’Ajax con due gol realizzati sui preziosi assist di Gianni Rivera a Pierino Prati.
 
Al Giro d’Italia vince Felice Gimondi che completa un percorso di 3851 km ricco di salite in 106 ore, 47 minuti e 3 secondi

 Luna: per due giorni non si parla delle contestazioni

Per due giorni i quotidiani, i telegiornali e le radio sono invasi dalla Luna, non si parla d’altro. Quasi come a volersi dimenticare che le nubi all’orizzonte sono nere e cariche di problemi: il 1969 si apre nel pieno della contestazione studentesca che interessa Europa e Italia. In italia dopo l’occupazione delle università, si assiste alla rivolta nelle carceri poi all’autunno caldo delle lotte sindacali in un crescendo di tensione – che culmineranno nel 69 con la Strage di piazza Fontana del 12 dicembre che provoca 17 morti e 88 feriti. E’ il preludio degli anni di piombo; 1969 Aldo Moro è il ministro degli esteri del II governo Rumor.

Easy Rider

Il cinema assorbe e celebra la contestazione; al festival di Cannes,  Luchino Visconti presidente di giuria, premia il film di denuncia sociale “Se..”; Tuttavia la 22° edizione del festival passerà alla storia per la premiazione come opera prima di Easy riders, film cult della ribellione dalle leggi medio-borghesi del quieto vivere, celebrazione della assoluta liberta, del viaggio, road movie per eccellenza; Simbolo della Nuova Hollywood è il film che – secondo George Lucas – ”Più di ogni altro ha cambiato completamente l’idea di che cosa fosse un film di successo, cioè che dovesse avere successo tra i giovani.»

Space Oddity

È l’11 luglio 1969 quando esce il singolo di David Bowie Space Oddity; nove giorni più tardi gli americani metteranno per la prima volta il piede sulla Luna e la canzone di Bowie farà da sottofondo musicale alla diretta televisiva della BBC.
 
La canzone in effetti parla del Maggiore Tom (Major Tom) e del suo viaggio spaziale; tuttavia, sebbene la vicinanza temporale con l’allunaggio sia sorprendente Bowie dichiarerà di non aver voluto celebrare l’impresa spaziale ma di essersi ispirato principalmente al capolavoro di Stanley Kubrick 2001: Odissea nello spazio (1968) e al suo senso di alienazione
In contrapposizione alla euforia mondiale di conquista l’atteggiamento del Maggiore Tom è quello della rassegnazione, rinuncia  e accettazione di un destino imposta da altro e altri. Bowie presenta una visione assolutamente disillusa e disincantata del potere e della fama.
Nonostante questo iniziale pessimismo David Bowie tornerà sul tema dello spazio  e della presenza aliena per buona parte della sua carriera creando personaggi come Ziggy Stardust, l’album The rise and fall of Ziggy Stardust and the spider from Mars (1972) e come protagonista nel film di fantascienza L’uomo che cadde sulla terra (1976).

Il festival di Sanremo

Il 19° festival della canzone Italiana – il festival di Sanremo è condotta da Nuccio Costa e Gabriella Farinon; vincono Iva Zanicchi e Bobby Solo con Zingara. Alla gara partecipa come interprete per la prima e ultima volta nella sua carriere anche Lucio battisti che di classifica 9° con Un’avventura. Al Bano vince “Un disco per l’estate” con Pensando a te, Morandi vince canzonissima con “ma chi se ne importa”.
Per dare un’idea Stevie Wonder partecipa al festival di Sanremo accanto a Gabriella Ferri e viene subito scartato.
L’album più venduto è Fabrizio de Andre, volume terzo – I  Beatles con il white album  si piazzano solo al V posto dietro a Gianni Morandi, Lucio Battisti e Mal.

Woodstock

Per chi ha vissuto gli anni della contestazione e della cultura Hippy, il 1969 è l’anno di Woodstock, il festival per eccellenza, quello de i tre giorni di pace musica e rock. In realtà non si svolse a Woodstock ma a Bethel e fu avversato dalle pessime condizione atmosferiche e scarsa organizzazione.  Inaspettatamente 400.000 persone invasero le colline della piccola città e bloccarono le strade dello stato di New York per una 72 ore di musica che vide alternarsi 32 tra i più celebri musicisti e gruppi. Storica la chiusura del Festival con l’inno nazionale statunitense distorto da un immortale Jimi Hendrix.


 Anche i ladri davati alla TV

Per due giorni esiste solo la Luna; gli italiani sono incollati al televisore. E chi non ce l’ha lo va a comprare come Elsa Morante che si piega al fascino della scoperta. Sono in dieci milioni i telespettatori collegati durante le 28 ore di diretta con punte di 19 milioni: vista la nottata speciale i ministeri e gli uffici pubblici l’indomani aprono alle 10:30 e dalla questura di Roma arriva la notizia che nella notte della Luna non è arrivata alcuna segnalazione di furto o scasso. Anche i ladri stavano sognando ad occhi aperti.

Tito Stagno


“Signori, sono le 22 e 17 in Italia, le 15 e 17 a Houston. Per la prima volta un veicolo pilotato dall’uomo ha toccato un altro corpo celeste. Questo è frutto dell’intelligenza, del lavoro, della preparazione scientifica è frutto della fede dell’uomo” Nessuno se ne può accorgere perchè le trasmissioni sono in bianco e nero ma Tito Stagno è vestito in verde: è il colore che lo accompagna nei momenti più importanti della carriera. In camerino ha una valigia con camice a abito di ricambio; ma – di nuovo nessuno se ne accorge –  in alcuni momenti  della trasmissione sotto la scrivania è in mutande… Per due giorni si alimenta solo con acqua e vitamine per paura di essere colto da un colpo di sonno. Il sonno se lo concede solo quando gli astronauti tornano a Terra: a Fregene su una sdraio sotto il sole.

Papa Paolo VI

Dall’angelus del 20 luglio, Papa Paolo VI
“Oggi è un giorno grande, un giorno storico per l’umanità, se davvero questa sera due uomini metteranno piede sulla Luna […].
Faremo bene a meditare sopra questo straordinario e strabiliante avvenimento […].
Faremo bene a meditare sull’uomo, sul suo ingegno prodigioso, sul suo coraggio temerario, sul suo progresso fantastico. […] Chi è l’uomo? Chi siamo noi, capaci di tanto?
Faremo bene a meditare sul progresso. […] L’ammirazione, l’entusiasmo, la passione per gli strumenti, per i prodotti dell’ingegno e della mano dell’uomo ci affascinano, forse fino alla follia.  È vero che lo strumento moltiplica oltre ogni limite l’efficienza dell’uomo; ma questa efficienza è sempre a suo vantaggio? O non potrebbe lo strumento imprigionare l’uomo che lo produce e renderlo servo del sistema di vita che lo strumento nella sua produzione e nel suo uso impone al proprio padrone?”
La notte del 20 luglio è anche lui davanti alla televisione.

Giornata mondiale LGBT

“Noi siamo ovunque” Questo il motto dei manifestati nei moti di Stonewall; poco dopo l’una di notte a cavallo tra il 27 e il 28 giugno la polizia di New York fa irruzione al Stonewall Inn, un bar gay in Christopher Street a Manhattan con lo scopo di arrestare gli avventori del locale con l’accusa di “indecenza”. Non era la prima retata ma era il momento di affermare e difendere i diritti delle minoranze: la comunità reagisce. La serata si chiudo con 13 arresti e 4 agenti feriti. Seguono diversi giorni di scontri violenti ma la data del 28 acquista un valore simbolico: dal 1969 il 28 giugno si celebra la “giornata mondiale dell’orgoglio LGBT”.

I Beatles sul tetto del mondo

Il 30 gennaio i Beatles sono sul tetto del mondo; non solo simbolicamente. Salgono fisicamente sul tetto della Apple per un concerto più o meno estemporaneo  in quella che sarà la loro ultima esibizione. Fanno in tempo a suonare per 45 minuti prima che arrivi la polizia chiamata dai vicini disturbati dal rumore. Nel frattempo una folla incredula si accalca sotto l’edificio mentre scorrono le note di Get back, Don’t let mo down, god save the queen. A fine concerto John Lennon ringrazia tutti: “Vorrei ringraziare a nome del gruppo e di noi stessi e spero di aver passato l’audizione”
Nessuno li vedrà più suonare insieme.

Domani vado sulla Luna. Come mi vesto?

Se lo saranno pur chiesto gli scienziati della NASA quando Kennedy ha gridato al mondo “Abbiamo deciso di andare sulla Luna”.

Certo non partivano da zero: qualche pilota d’alta quota già indossava tuta pressurizzata e maschere per l’ossigeno. Ma una cosa è star nell’abitacolo di un jet un’altra saltellare sul nostro satellite.

Il corpo umano è fatto per vivere su un pianeta Terra che ha un’accelerazione di gravità di 9,8 m/s2, una pressione di una Atmosfera (1,01325 bar), una temperatura intorno ai 20 gradi, protetto dai raggi cosmici da uno spesso strato di gas che chiamiamo atmosfera e che contiene ossigeno.

Sulla Luna non c’è nulla di tutto ciò: gravità di un sesto, niente pressione, temperature da -100 a + 100, via libera ai raggi cosmici ma niente ossigeno.

Che ci si può fare? Ci si copre! come l’uomo ormai fa da millenni: c’è chi ritiene che la più grande invenzione dell’uomo sia stato l’ago con il quale ha costruito le prime calzature, le prime pellicce ed ha conquistato le regioni apparentemente meno ospitali del pianeta. Ora si tratta di affinare gli strumenti per conquistare zone ancora meno ospitali…

Dal velcro al goretex passando per il Memory Foam, gli occhiali REVO, i moon boot,  la conquista dello spazio ha richiesto nuovi materiali, nuove tecnologie, nuove idee… e ha contribuito ad abbattere qualche tabù.

Nello spazio ci si va con la geometria, con la matematica, calcoli perfetti di orbite circolari o ellittiche; è il trionfo del progresso scientifico che apre una nuova via da percorrere;  André Courrèges assorbe tutto l’interesse per lo spazio e prima ancora che l’uomo metta piede sulla Luna, nel 1964 fa sfilare in passerella le sue Moon Girls: celebra la geometria attraverso mises stilizzate, triangolari o trapezoidali,  linee dritte, drittissime, caschi enormi, occhiali e gonne corte anzi cortissime… le minigonne.

Le Moon Girls di André Courrèges
«Seguivamo la stessa logica, anche se creavamo moda per persone diverse. […] Nessuno ha inventato la mini, nasceva da una volontà. André Courrèges ha scioccato l’alta moda, portandola nel moderno. Questa è stata la sua rivoluzione. Io ho semplicemente realizzato un desiderio comune e accorciato le gonne per ragazze come me.» Mary Quant

Emblema dell’emancipazione femminile, della volontà di muoversi liberamente, la minigonna è la regina dell’immaginario scientifico di conquista dello spazio: compare infatti per la prima volta nel film Il Pianeta Proibito come abito di scena su idea della costumista Helen Rose nel 1956, dieci anni prima che invadesse passerelle e strade londinesi.  Simbolo del futuro, la minigonna diventa poi parte dell’uniforme standard dell’equipaggio femminile di Star Trek per volontà del produttore Gene Roddenberry.

Certo, la moda futurista di Courrèges la vuole in plastica, da indossare con stivali alti in PVC; gli stilisti della space age infatti – Pierre Cardin e Paco Rabanne tra i tanti – si lasciano ispirare da tecnofibre e dai nuovi materiali sfruttati nella corsa allo spazio.

Alluminio, plastica, plexiglass, carta, fibre ottiche, PVC, vinile, fibra di vetro diventano i tessuti del presente che strizza l’occhio al futuro.

“Paco Rabanne? Non è un sarto, ma un metallurgico” commenta Coco Chanel .

Dallo spazio alla vita quotidiana, dall’estetica al comfort, l’uomo ha fatto della necessità di coprirsi (o scoprirsi) un’arte che ha assorbito le più grandi innovazioni culturali e tecnologiche, comunicando attraverso gli abiti nuove idee e nuovi orizzonti.

Complice un rinnovato interesse per l’astronomia e lo spazio che dalla cinematografia alla letteratura celebra la potenza visionaria di viaggi interplanetari, tunnel spazi-temporali e onde gravitazionali oggi viviamo una nuova “space age”. Avete il vestito giusto per l’occasione?

Ci vediamo al Planetario di Milano lunedì 1 aprile alle 21:00, per

“Rivestirsi di cielo: tecnologia e innovazione tra le stelle”

Informazioni generali

Quanto costa?
5€ l’intero, 3€ il ridotto per minorenni e over 65
Quanti posti ci sono?
375, è il più grande planetario d’Italia!
C’è la prevendita?
Sì, 200 biglietti sono disponibili al sito http://booking.lofficina.eu
Altrimenti come acquisto il biglietto?
Direttamente al Planetario, a partire da 45 minuti prima dell’inizio dell’evento.
Per altre informazioni
http://lofficina.eu/

POP- SCIENCE – La serie…

Per qualcuno è affascinante, per altri un vero e proprio incubo: la scienza divide, unisce, emoziona e irrita. Qualcuno piange davanti all’annuncio dell’onda gravitazionale e altri si arrabbiano davanti alla descrizione di un dinosauro mai visto.

Che cosa pensiamo quando sentiamo pronunciare la parola scienza? Il più delle volte pensiamo a qualcosa di rigido, determinato e grigio; qualcosa che si basa sulla definitezza di teoremi e regole matematiche, di estremamente noioso e scostante.

Ma la scienza è più morbida e sorprendente di quanto non siamo abituati ad immaginare; ed è talmente sotto i nostri occhi che abbiamo smesso di vederla.

Da quando ci svegliamo (con un orologio regolato sul cellulare o sulla radio) a quando andiamo a dormire (guardando una serie televisiva su web, leggendo un libro o ascoltando un .mp3) sfruttiamo conoscenze e competenze sviluppate nei secoli grazie all’applicazione del metodo scientifico (osservazione-ipotesi-esperimento-conferma o rigetto della tesi).

Siamo tutti scienziati ad esempio quando giochiamo a nascondino e dobbiamo cercare i nostri amici: osserviamo la scena, ipotizziamo dove possano essersi nascosti e poi a andiamo a controllare.

La scienza è pop: permea e trasforma ogni nostra azione quotidiana.

Dovrebbe avere un solo grande obiettivo: quello di farci vivere meglio; innanzitutto ci permette di inventare cose utili: i nostri sforzi di comprensione di ciò che ci circonda ci hanno dato gli strumenti della nostra quotidianità come fotocamere negli smartphone, body scanner, pannelli solari, tomografia computerizzata, airbag… Tuttavia non è per questo che ci emozioniamo davanti ad un cielo stellato.

La nostra mente non è fatta per fermarsi a ciò che vede. Uno studio condotto in Gran Bretagna qualche anno fa ha dimostrato che la maggiore parte del tempo noi Homo Sapiens lo passiamo … ad immaginare.

L’immaginazione è un “retaggio” evolutivo sviluppatasi come strumento per programmare il futuro e per ragionare sulla mente degli altri; tuttavia ora che la possediamo è una delle principali fonti di piacere.

La scienza ci fa sognare, regalandoci nuovi orizzonti, nuove idee riempiendo l’immaginario collettivo di visioni, sensazione ed emozioni.

Ci ha dato The dark side of the moon, i sintetizzatori, il velcro, i moon boot, la minigonna, Ziggy Stardust, i coloranti, Lucy in the sky with diamond, Doc Brown, il world wide web, l’ hoverboard, il flusso canalizzatore… Siate sinceri, non vi sentite già meglio?

POP-SCIENCE – La serie…

Al Planetario U.Hoepli di Milano, ore 21:00

  • 11 marzo – Tutte le stelle del rock: 50 anni di astronomia raccontati attraverso una rivoluzione musicale
  • 1 aprile –  Rivestirsi di cielo: Tecnologia e innovazione tra le stelle
  • 6 maggio – “Grande Giove!” Ritorno al futuro. Paradossi temporali, viaggi nel tempo… tra scienza e fantascienza


Walking on the moon – The Police

Sono le 2:56  (UTC ) del 21 Luglio 1969 quando Neil Armstrong appoggia il piede sull’ultimo scalino del modulo Eagle della missione Apollo 11.734px-As11-40-5886

“That’s one small step for (a) man, one giant leap for mankind”

“Questo è un piccolo passo per un uomo, ma un grande salto per l’umonità”

Dieci anni dopo, nell’ottobre 1979, “tre biondi vecchetti”,  i Police (Sting, Steward Copeland e Andy Summers) pubblicano il loro secondo album “Reggata de Blanc” : la sesta traccia dell’album è “Walking on the moon“.

Police-album-reggattadeblancSi tratta di un album destinato a fare storia perchè conferma il tratto distintivo della band appena nata (1977 ) : una contaminazione tutta particolare tra il ritmo reggae sincopato e il rock.

Il titolo pare voglia significare infatti “reggae per i bianchi”;  il miracolo lo fa il batterista Stewart Copeland in grado di conferire un sound preciso e ben distinguibile alla band; il resto lo fanno la calda e suadente voce di Sting (all’anagrafe Gordon Matthew Thomas Sumner ) e le armonie di Andy Summers.

L’album, grazie al successo dei singoli  “Messagge in a bottle” e “Walking on the moon” raggiunge il primo posto in Regno Unito, Francia, Australia ed Olanda consacrando la band a emblema dell’era new wave . Rolling Stone lo posiziona 369° posto dei 500 migliori album di tutti i tempi.

Il secondo singolo estratto dall’album, “Walking on the moon”, nasce in maniera bizzarra; ecco il racconto di Sting :

“Ero ubriaco in una camera d’albergo a Monaco di Baviera, crollato sul letto in preda ai fumi dell’alcool quando mi è venuto in mente questo riff. Mi sono alzato e messo a camminare per la stanza cantando: “Walking round the room, walking round the room (camminando per la stanza)”. Questo era tutto. Il mattino seguente mi sono ricordato cosa era successo e ho appuntato il riff. Ma “Walking round the room” era un titolo stupido, così ne ho pensato uno ancora più stupido che era “Walking on the moon”. »

autobiografiaIn particolare, nella sua autobiografia Sting fa riferimento alla sua ex-ragazza:

“Deborah Anderson era la mia prima vera ragazza.. In quei primi periodi, tornare indietro da casa sua sarebbe successivamente diventato una canzone, poiché essere innamorati è come essere esenti dalla forza di gravità.”

Sting avrà certamente visto i filmati realizzati dagli astronauti della NASA a passeggio sulla Luna: uomini (n.b. solo uomini perchè nessuna donna ci è mai andata) imbacuccati e lenti, goffi e leggiadri al contempo.

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Goffi per l’ingobranza della tuta e del casco resi necessari dall’assenza di atmosfera: senza la tuta infatti  la pressione interna del corpo, molto maggiore di quella esterna, farebbe gonfiare ogni parte del corpo con conseguenze deleterie per il fisico (pensate solo a cosa potrebbe succedere agli occhi…) . A corollario, va detto che senza casco, sempre per l’assenza di atmosfera, gli astronauti non potrebbero ovviamente respirare.

Leggiadri perchè la gravità lunare (la gravità dipende unicamente dalla massa e dal raggio del corpo sul quale camminiamo: maggiore è la massa, maggiore è la gravità ma maggiore è il raggio, minore è al gravità) è un sesto di quella terrestre e per tanto con una piccola spinta “Giant steps are what you take ( Passi giganti sono quelli che hai fatto” )… I hope my legs don’t break (spero che le mie gambe non si rompano).”

Capcom_Bruce_McCandlessIn realtà Neil Armstrong dichiara in diretta con Mc Candless che camminare sulla Luna è addirittura più facile di quanto non sia nelle simulazioni sulla Terra:

“There seems to be no difficulty in moving around – as we suspected. It’s even perhaps easier than the simulations of one-sixth g that we performed in the various simulations on the ground. It’s absolutely no trouble to walk around.”

Tra il 1969 e il 1972 altri 11 uomini camminano sul suolo lunare.

Tornando al 1979, i tre ossigenati membri della band (avevano appena concluso una campagna pubblicitaria per uno shampoo) girano il video di “Walking on the moon” il 23 ottobre 1979 al Kennedy Space Center, struttura di lancio della NASA che si trova a Cape Canaveral (Florida, USA), struttura dalla quale sono partite tutte le missioni Apollo.

Mentre Sting e Summers suonano la chitarra in mezzo ad astrononavi, Stewart Copeland tamburella allegramente su un Saturn V (ovviamente una riproduzione), il razzo che ha messo in orbita l’Apollo11 e finiscono tutti insieme a giocare a fare gli astronauti…

WALKING ON THE MOON

Giant steps are what you take
Walking on the moon
I hope my legs don’t break
Walking on the moon
We could walk forever
Walking on the moon
We could live together
Walking on, walking on the moonWalking back from your house
Walking on the moon
Walking back from your house
Walking on the moon
Feet they hardly touch the ground
Walking on the moon
My feet don’t hardly make no sound
Walking on, walking on the moonSome may say
I’m wishing my days away
No way
And if it’s the price I pay
Some say
Tomorrow’s another day
You stay
I may as well playGiant steps are what you take
Walking on the moon
I hope my legs don’t break
Walking on the moon
We could walk forever
Walking on the moon
We could be together
Walking on, walking on the moonSome may say
I’m wishing my days away
No way
And if it’s the price I pay
Some say
Tomorrow’s another day
You stay
I may as well playKeep it up, keep it up

CAMMINANDO SULLA LUNA

Passi da gigante sono quelli che hai fatto
Camminando sulla luna
Spero che le mie gambe non si rompano
Camminando sulla luna
Possiamo camminare per sempre
Camminando sulla luna
Possiamo vivere per sempre
Camminando su, camminando sulla lunaRitornando a piedi da casa tua
Camminando sulla luna
Ritornando a piedi da casa tua
Camminando sulla luna
I piedi a stento toccano il suolo
Camminando sulla luna
I miei piedi facilmente on fanno rumore
Camminando sulla lunaQualcuno può dire
Io mi auguro di vivere a lungo
Affatto
E se questo è il prezzo che devo pagare
Qualcuno si ferma
Domani è un altro giorno
Tu dici
Posso giocare così benePassi da gigante sono quelli che hai fatto
Camminando sulla luna
Spero che le mie gambe non si rompano
Camminando sulla luna
Possiamo camminare per sempre
Camminando sulla luna
Possiamo vivere per sempre
Camminando su, camminando sulla lunaQualcuno può dire
Io mi auguro di vivere a lungo
Affatto
E se questo è il prezzo che devo pagare
Qualcuno si ferma
Domani è un altro giorno
Tu dici
Posso giocare così bene
Altri testi su: http://www.angolotesti.it/P/testi_canzoni_police_332/testo_canzone_walking_on_the_moon_19689.html

Symptom of the universe – Black Sabbath

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“Conducimi attraverso i secoli, verso anni supersonici”

La frase che apre la canzone Symptom of the universe della rock band inglese Black Sabbath non vuol dire assolutamente nulla!

Eppure…

Eppure la band regina dell’occulto, i Black Sabbath  nel loro sesto album Sabotage (1975) dedica ben due canzoni a temi più o meno scientifici (più pecisamente astronomici): Symptom of the Universe e Hole in the sky inserendo nei testi alcune intuizioni geniali.

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Queste due tracce di Sabotage , grazie al loro originario stile heavy metal, diventano canzoni di culto dei fans, mentre il resto dell’album viene accolto freddamente: Sabotage  segna infatti la svolta musicale del gruppo sempre più legato ad effetti elettronici e psichedelici.

Nel testo di Symptom of the universe troviamo riferimenti visionari alla cosmogonia e alla mitologia ispirati da un sogno fatto dal bassista Geezler Butler.

Al di là delle immagini sconnesse è rilevante  l’associazione nel nostro satellite all’idea di Madre, un’identificazione che trae le sue origini in antichissime mitologie; la Luna nasce infatti come divinità femmiile sulle coste del Mediterraneo e con le fasi di nascita, crescita e morte viene associata alla Grande Madre che presiede il perenne ciclo di vita-morte-vita.

Non a caso il nome del dio frigio associato alla Luna è Mene, nome che  contiene  la radice indoeuropea -me (che troviamo ad esempio un po’ “sporcato” nella parola “Moon”)  che significa misura, computo ed è la stessa che ritroviamo nella parole mensis, mentruus:  la  ciclicità della Luna aveva infatti l’ indispensabile funzione di arcaico calendario mensile.

Ecco come si presenta la Luna a Lucio nelle Metamorfosi di Apuleio:

“[…] eccomi qui, Lucio, mossa dalle tue preghiere, io ,

la genitrice del mondo naturale,

la signora di tutti gli elementi,

l’origine prima delle generazioni,

la somma delle divinità,

la regina dei mani,

il volto unico degli dei e delle dee […]”

Lucio Apuleio, II sec d.C.

Oggi sappaimo che sebbene non sia la Luna origine della vita, il nostro satellite ha avuto un ruolo fondamentale per il suo sviluppo: la sua presenza ha infatti permesso di mantenere stabile l’asse terrestre evitando stravolgimenti e shock termici (avvenuti ad esempio su Marte) che non avrebbero consentito l’evoluzione per come oggi la conosciamo.

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Notevole è anche il riferimento nell’album Sabotage al buco nel cielo – Hole in the sky proprio negli anni (la canzone è del 1975) in cui viene trovata la prima prova empirica dell’esistenza dei buchi neri: nel 1974 la comunità scientifica riconosce in Cignus X-1 una sorgente a raggi X nella costellazione del Cigno per la prima volta nella storia un buco nero stellare.

Che sia un caso o no ai Black Sabbath viene addirittura in mente che questo buco nel cielo sia anche (lo leggiamo nel loro testo) una “finestra del tempo” … Non so cosa loro avessero in mente ma l’idea di uno stavolgimento spazio-temporale è la base della teoria dei buchi neri.

Come al solito il rock ha la vista lunga!

SYMPTOM OF THE UNIVERSE:

Take me through the centuries to supersonic years
Electrifying enemy is drowning in his tears
All I have to give you is a love that never dies
The symptom of the universe is written in your eyes

Mother moon she’s calling me back to her silver womb
Father of creation takes me from my stolen tomb
Seventh advent unicorn is waiting in the skies
A symptom of the universe, a love that never dies

Take my hand my child of love come step inside my tears
Swim the magic ocean I’ve been crying all these years
With our love we’ll ride away into eternal skies
A symptom of the universe, a love that never dies

Woman child of love’s creation, come and step inside my dreams
In your eyes I see no sadness, you are all that loving means
Take my hand and we’ll go riding through the sunshine from above
We’ll find happiness together in the summer skies of love

SINTOMO DELL’UNIVERSO

Conducimi attraverso i secoli,verso anni supersonici

Il nemico elettrificante, sta affogando nelle sue lacrime

Tutto ciò che ho da dartiè un amore che non muore mai

Il sintomo dell’universoè scritto nei tuoi occhi

La madre luna mi sta richiamando al suo ventre argentato

Il padre della creazione toglimi dalla mia tomba rubata

La settima notte l’unicorno sta aspettando nei cieli

Un sintomo dell’universo, un amore che non muore mai

Prendimi la mano, mio bambino dell’amore, sali dentro le mie lacrime

Nuota per l’oceano magico Ho pianto per tutti questi anni

Quando il nostro amore cavalcherà nei cieli eterni

Un sintomo dell’universo, un amore che non muore mai

Oh, figlio mio dell’amore per la creazione, vieni e sali dentro i miei sogni

nei tuoi occhi no vedo nessuna cattiveria, tu sei tutto ciò che significa amare

Prendimi la mano ed andremo cavalcando attraverso la luce del sole da lassù

Insieme troveremo la felicità nei cieli estivi dell’amore

Biophilia – Bjork

Pubblicato nell’ottobre 2011 Biophilia è un progetto musicale realizzato dall’eclettica cantante islandese Bjork .

L’album concept  è il primo app-album realizzato in collaborazione con la Apple (ma il primo app-album in assuluto è The National Mall) : l’album contiene 10 app tenute insieme da una app madre e ognuna legata ad una diversa traccia. Pensate per  permettere alla gente di esplorare e di interagire con i temi trattati in ogni singola canzone, le app sono entità che si evolvono e cambiano nel tempo. Nell’album musica e applicazioni non sono separate ma componenti vitali di un unico progetto.

Per la canzone “Virus” ad esempio la app presenta uno studio ravvicinato di una cellula attacata da un virus.

“A kind of a love story between a virus and a cell. And of corse the virus loves the cell so much that it destroys it” dichiara Snabble Scott, un artista interattivo a cui Bjork ha commissionato la produzione delle app.

Il gioco interattivo sfida l’utente a fermare l’attacco del virus ma il risultato è che la canzone di spegne quando il giocatore riesce nell’intento. Per ascoltare il resto della canzone il giocatore deve lasciare che il virus prenda il suo corso.

Ogni traccia tratta un diverso fenomeno fisico che la cantante islandese cerca di esplorare utilizzando testo, musica e applicazioni.

  1. Moon
  2. Thunderbolt
  3. Crystalline
  4. Cosmogony
  5. Dark matter
  6. Hollow
  7. Virus
  8. Sacrifice
  9. Mutual Core
  10. Solstice

Nella canzone Moon i diversi cicli musicali che si sovrappongono fanno riferimento ai movimenti ripetitivi di Sole Terra e Luna che creano calendari ciclici.

Poichè Bjork non suona strumenti convenzionali come pianoforte o chitarra sono stati sviluppati per l’album nuovo strumenti musicali soprattutto in occasione delle performance al Mancheste International Festival: per la canzone “Solstice” un gruppo di pendoli sono stati uniti per creare i tracciati dei loro movimenti e riprodurre i movimenti della terra con  un’arpa.

Anche i testi rappresentano delle metafore dei fenomeni fisici: Dark Matter  presenta forti e fastidiosi borbottii che rendono l’idea della non chiarezza e incomprensibilità della materia oscura; Solstice presenta la relazione tra gli effetti della gravità e i corpi celesti comparando il sistema solare a un albero di Natale  e in Hollow Bjork prende ispirazione dai suoi antenati e dal DNA, “that the grounds open below you and you can feel your mother and her mother, and her mother, and her mother and her mother 30.000 years back. […] “It’s like being part of this everlasting necklace when you’re just a bead on a chain and you sort of want to belong and be a part of it and it’s just like a miracle.”

Bjork presentò per la prima volta Biophilia al pubblico al Manchster International Festival in una serìe di performance tra il 27 giugno e il 16 luglio e definì questa esperienza  “una meditazione sulla relazione tra musica, natura e tecnologia.”

Dall’album sono stati tratti i singoli Crystalline, Cosmogony, Virus e Moon.

MOON – Bjork

As the lukewarm hands of the gods

Came down and gently picked my adrenaline pearls

They placed them in their mouths

And rinsed all of the fear out

Nourished them with their saliva

Now I’m all rejuvenated and rested

Now I’m all rejuvenated and rested

As if the healthiest past-time

Is being in life-threatening circumstances

And once again be reborn

All birthed and happy

All birthed and happy

All birthed and happy

All birthed and happy

Best way to start-a-new

Is to fail miserably

Fail at loving

And fail at giving

Fail at creating a flow

Then realign the whole

And kick into the start hole

And kick into the start hole

And kick into the start hole

To risk all is the end all and the beginning all

To risk all is the end all and the beginning all

LUNA – Bjork

Le tiepide mani degli dei

Si sono avvicinate e hanno raccolto le mie perle di adrenaline

Le hanno messe nella loro bocca

E hanno inghiottito le paure

Le hanno nutrite con la loro saliva

Ora mi sento ringiovanita e riposata (x 2)

Come se il passato migliore

Fosse stato ritrattato

E rinato

Rinata e felice (x 5)

Il migliore modo per ricominciare da capo

E’ di cadere davvero

Sbagliare nell’amore

E sbagliare a concedersi

Fallire nel creare un flusso

Poi allineare di nuovo il tutto

E calciare l’inizio (x 3)

Il rischio è la fine e l’inizio di tutto (x 2)

The dark side of the moon – Pink Floyd

Il concept album più famoso della storia o un semplice capitolo di un libro di astronomia?

The dark side of the moon è entrambe le cose!

E assolutamente vero: la Luna ha una faccia nascosta che noi uomini non possiamo mai vedere; o meglio, quasi mai.

Esattamente come in walzer la donna mostra sempre il viso al compagno mentre insieme girano sulla pista da ballo, nella sua rotazione attorno alla Terra, il nostro satellite ci mostra sempre lo stesso volto.

Terra e Luna ballano questo walzer da quasi 5 miliardi di anni e solo nel 1959 l’uomo è riuscito a vedere la parte nascosta

Per la precisione il 7 ottobre 1959 la sonda russa Luna 3  fotografò per la prima volta la faccia oscura della Luna

.

17 Marzo 1973 – I Pink Floyd pubblicano il concept album “The dark side of the moon”.

Per i Pink Floyd si tratta più che altro di un’allusione alla pazzia, all’alienazione, non all’astronomia.

Finalmente, dopo miliardi di anni un concetto scientifico viene assimilato, fatto proprio e  interiorizzato a tal punto da risultare l’emblema di uno stato umano.

L’album termina con il brano Eclipse e una rilfessione sul concetto di alterità.

La scienza diventa cultura! Cultura rock, cultura pop, semplicemente cultura.

Esattamente come quando definiamo una persona “lunatica” senza nemmeno chiederci che diavolo c’entri la Luna.

Non solo, la copertina dell’album rappresenta un prisma che diffrange la luce e la scinde nelle sue componenti
cromatiche.

L’intento del gruppo era semplicemtne quello di trovare un’immagine pulita ed elegante: scelsero all’unaninità il prisma tra le sette proposte dai grafici.

Quell’immagine è la base di tutta la ricerca astrofisica: grazie alla divisione nelle diverse componenti della luce proveniente dalle stelle è possibile indagare la strutture chimica e fisica degli oggetti celesti.

Senza il prisma l’astrofisica non esisterebbe. Tout court. Più pulito ed elegante di così…